“Linguistica acquisizionale e glottodidattica”

“Linguistica acquisizionale e glottodidattica”

in GRASSI R., BOZZONE COSTA R., GHEZZI C. (a cura di), Dagli studi sulle sequenze di acquisizione alla classe di italiano L2
2008, Perugia, Guerra, pp. 23-34.

Può una metafora naturale descrivere il complesso rapporto che esiste tra Linguistica Acquisizionale e Glottodidattica? Riflettendo sull’intreccio di sovrapposizioni e differenziazioni che caratterizza lo sviluppo di queste due discipline, Balboni trova nel delicato ed articolato paesaggio lagunare della città in cui vive un’efficace chiave di interpretazione. Analizzando con sistematicità la relazione tra le due scienze (teorica l’una, teorico-pratica l‘altra), l’autore individua un doppio percorso di analisi: uno epistemiologico, nel quale fa il punto sul ruolo che gioca la Linguistica Acquisizionale nel complesso della conoscenza su cui si fonda la Glottodidattica ed uno operativo, nel quale indaga sul ruolo che la Linguistica Acquisizionale può avere nel progettare l’insegnamento di una lingua. Il saggio mette a fuoco gli elementi comuni delle due scienze, il loro essere entrambe interdisciplinari e il loro avere un comune oggetto di ricerca: il processo di formazione della competenza linguistica e non la natura di questa competenza. E’ proprio la fluidità del processo di formazione della competenza linguistica che viene paragonato alle dinamiche idrauliche di formazione e trasformazione di una laguna: la spontanea comparsa di terre emerse dovute al contributo dei fiumi, il comparire e lo scomparire di queste terre a seconda dell’andamento delle maree, il consolidarsi di alcune di esse nel tempo in vere e proprie isole sono alcune delle immagini suggestive utilizzate dall’autore per descrivere l’acquisizione spontanea di una lingua. In questo quadro metaforico, se la Linguistica Acquisizionale è interessata ad interpretare le dinamiche della “laguna linguistica” per trarne valide generalizzazioni, la Glottodidattica punta invece a guidarne il processo di bonifica, collaborando con la natura per impedire l’inesorabile formarsi di una pianura alluvionale e facilitando, al contrario, processi di consolidamento che generino lingua e comunicazione. Ma per poter essere “regolativa,” per elaborare soluzioni che inneschino i processi di consolidamento delle isole linguistiche, la Glottodidattica deve attingere agli studi acquisizionali, cercando di coglierne le implicazioni utili. Poter disporre delle conoscenze sulle sequenze di acquisizione di una lingua, ad esempio, permette al glottodidatta di progettare per i suoi apprendenti un sillabo calibrato su una adeguata selezione e sequenziazione degli elementi linguistici da affrontare. Balboni individua infine una mappa dei potenziali ulteriori contributi che la Linguistica Acquisizionale potrebbe fornire a vari ambiti della Glottodidattica, se svincolata dall’ambito di studio dell’acquisizione della L2 in cui spesso viene relegata.

luciana.favaro@alice.it
Università di Venezia

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