Novembre 2011  Supplemento alla rivista EL.LE - ISSN: 2280-6792
Direttore Responsabile: Paolo E. Balboni
Avviare e implementare un’esperienza di comunità di pratica on-line: la componente tecnica di Sarah Corelli

ABSTRACT

Questo articolo presenta le tappe di implementazione dell’istanza on-line per la formazione della comunità di pratica dei Diplomati del Master Itals di 2° livello. Dopo un excursus di tipo tecnico per giustificare la scelta della piattaforma per favorire lo sviluppo e la condivisione della conoscenza, è stata descritta l’organizzazione dell’home page e di tutti gli elementi ad essa collegati per favorire lo sviluppo dell’interazione tra i Diplomati del Master Itals di 2° livello (Master in Progettazione Avanzata dell’insegnamento della lingua e cultura italiane a stranieri).

 

GLOSSARIO

Content packaging IMS: permettono di importare / esportare i contenuti in / da un sistema di apprendimento gestione e sono quindi anche in grado di utilizzare uno strumento indipendente di modifica.

LCMS (Learning Content Management System): soluzione software presente nelle piattaforme di e-learning, che permette di gestire sia le funzioni amministrative (ingressi, registrazioni, download e upload, ecc.) sia i contenuti didattici.

LMS (Learning Management System): piattaforma operativa che favorisce l’erogazione di corsi e-learning. Spesso operano insieme a un modulo LCMS. Gli elementi fondamentali sono costituiti dall’erogazione del corso via web, la distribuzione del materiale didattico, il tracciamento delle attività dei discenti, l’utilizzo di strumenti di comunicazione sincrono e asincrono.

Open Source: termine utilizzato in informatica per indicare software i cui autori rendono possibili le modifiche e l’apporto a programmatori indipendenti, favorendo la collaborazione da parte dei diversi sviluppatori.

Text to speech: termine con cui generalmente vengono indicati i sistemi di sintesi vocale.

Thread: termine utilizzato per indicare i diversi argomenti di discussione all’interno di un forum partendo da un primo messaggio Topic, che presenta l’oggetto della discussione, dal quale derivano tutti gli interventi degli utenti, in un’interazione che porta sempre più a sviluppare l’argomento proposto.

 

1. LA RETE NELLA FORMAZIONE CONTINUA E PERMANENTE

Gli anni '90 sono stati caratterizzati dalla riflessione sui saperi e sul ruolo della formazione. Il Libro Bianco di Cresson (1995) sottolineava la necessità di incoraggiare l'acquisizione di nuove conoscenze e di sollecitare l'investimento nella formazione. L'anno successivo viene individuato dalla Commissione Europea come l'anno del Lifelong Learning (LLL): l'apprendimento per tutta la vita. Durante la Conferenza di Lisbona del 2000 la formazione degli adulti viene letta come una risposta ai bisogni di formazione dei cittadini in tutte le fasi della loro vita e questo può essere ottenuto con “qualsiasi attività avviata in qualsiasi momento della vita, volta a migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze in una prospettiva personale, civica, sociale e/o occupazionale” (Commissione Europea 2001).

Le nuove tecnologie informatiche e lo sviluppo del Web 2.0 hanno dato impulso a questo diverso modo di vedere la formazione per tutto l'arco della vita e in questo percorso di inserisce lo sviluppo della Piattaforma dei diplomati del Master di 2° livello in Progettazione Avanzata dell’Insegnamento della lingua e cultura italiane a stranieri (Itals 2).

Lo sviluppo di Web 2.0 ha trasformato l'utilizzo della rete Internet e le possibilità di gestione dei servizi offerti dalla rete stessa. La versione precedente, il cosiddetto Web 1.0, offriva infatti la possibilità di visualizzare informazioni, di creare connessioni ipertestuali, ma la dimensione rimaneva pur sempre statica, l'utente infatti non poteva aggiungere note, commentare quanto presente sullo schermo, poteva interagire con quanto presente nello schermo perché poteva navigarne i contenuti come se fosse all’interno di un ipertesto.

L'avvento di Web 2.0 ha cambiato le prospettive di utilizzo del materiale reso pubblico e visualizzato attraverso la rete: l'operatività è diventata veramente interattiva e gli utenti hanno avuto la possibilità di esprimere i propri pensieri, di caricare immagini, di comunicare in modo sincrono (chat, instant messaging, videoconferenza) o asincrono (e.mail, mailing list, newsgroup) con amici e collaboratori.

Per quanto riguarda la formazione a distanza la nascita di Web 2.0 ha permesso lo sviluppo della comunità di pratica on-line, cambiando completamente il modo di vedere la formazione a distanza. Fino a che non è stato possibile interagire tra corsisti iscritti a una istanza on-line, la formazione continuava ad avere le caratteristiche della FAD: un rapporto individuale tra l'utente e il materiale studiato, senza alcun rapporto con altri utenti che stanno utilizzando lo stesso materiale. In questa fase, conosciuta come Computer Based Training (CBT), il computer era solo un mezzo per la fruizione del materiale didattico (Epifani, Marinucci 2004: 8), all'utente veniva lasciata la possibilità di scegliere il percorso che rimaneva pur sempre chiuso all'interno della relazione studente-ipermedia, venivano valutate le visite dello studente, considerando sia quanto era rimasto connesso sia le attività di verifica e valutazione chiuse. (Cacciamani, Ligorio, Spadaro, Cesareni, Varisco 2004)

Lo sviluppo della Computer Mediated Communication (CMC) ha costituito la chiave di volta di questo cambiamento: la formazione a distanza si è trasformata da evento individuale a evento collettivo, che porta l'apprendente all'interno di una comunità con cui condividere informazioni e conoscenza, pur nel rispetto delle scelte, dei ritmi e delle attitudini di ogni singolo individuo.

2. LA FORMAZIONE A DISTANZA: LA SCELTA DELLA PIATTAFORMA

Le piattaforme open source attualmente disponibili che forniscono supporto per la formazione sono l Atutor e Moodle, caratterizzate da una filosofia e da una struttura tecnica diversa.

 

ATutor è un LCMS Web-based open source progettato e sviluppato dell’Università di Toronto, supportato da organizzazioni che hanno come loro obiettivo trovare soluzioni per facilitare l’accesso alle risorse on line a studenti disabili o favorire l’apprendimento di utenti diversamente abili attraverso un uso efficace delle tecnologie. Per quanto riguarda l’Italia, la piattaforma risponde alle richieste della Legge 4 del 9 gennaio 2004 (Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici), secondo cui è necessario favorire la formazione utilizzando tecnologie accessibili (art. 8).

Obiettivo di Atutor è quindi quello di favorire l’installazione e l’aggiornamento della piattaforma anche da parte di personale non tecnico, ad esempio gli educatori. L’ambiente può essere pensato, costruito e gestito secondo le proprie necessità; allo stesso modo gli utilizzatori hanno la possibilità di muoversi all’interno di un ambiente che si adatta alle loro esigenze. Adattabilità, accessibilità e interscambiabilità sono quindi le tre parole chiave di gestione di questa piattaforma di formazione.

L’accessibilità è garantita da una serie di tecnologie di assistenza che favoriscono l’accesso ai contenuti anche agli utenti con disabilità. Alle varie sezioni è possibile accedere sia utilizzando il mouse, sia utilizzando i Tasti Accesso, oppure è possibile cambiare la dimensione del carattere o utilizzare ATalker, un sistema, per ora solo in inglese e spagnolo, di sintesi vocale, che rende accessibile il contenuto anche a chi ha problemi di lettura (ipovedenti o dislessici).

Per quanto riguarda l’interscambiabilità, infine, ATutor fin dalla versione 1.3 adotta le specifiche di Content Packaging IMS. I contenuti prodotti sono riusabili, modificabili a piacere e soprattutto possono essere utilizzati anche da piattaforme di e-learning diverse.

Moodle (Modular Object-Oriented Dynamic Learning Environment) è una piattaforma open source Management System (CMS), nota anche come Learning Management System (LMS) o Virtual Learning Environment (VLE). Come Atutor è un’applicazione che i formatori possono utilizzare per creare siti di formazione efficaci e che, come emerge dal sito del produttore, ha come primo obiettivo quello di favorire lo sviluppo della “competenza sociale” e di supportare la condivisione delle conoscenze più che la loro diffusione top-down (Elia, Murgia 2008: 79). Tale visione della comunità è fondamentale per l’istanza on-line dei Diplomati del Master in Progettazione Avanzata (Master Itals di 2° livello), dal momento che i membri della comunità condividono uno stesso percorso formativo. Il loro è un rapporto tra pari, teso a far crescere sia chi propone il materiale, sia chi ne fruisce.

A tale scelta potrebbe essere mossa un’obiezione: perché in un momento di massima espansione del Web 2.0 si predilige una piattaforma di e-learning e non si scelgono le opportunità offerte dai Social Network, in primo luogo da Facebook? I Social Network, pur favorendo l’aspetto partecipativo e rimandando all’idea di “apprendimento situato” (Lave, Wenger 2006:10) e alla nozione di “comunità di pratica” (Borgato, Capelli, Ferraresi 2009:150), non favorisce lo sviluppo di un percorso di apprendimento. Il nostro obiettivo, infatti, non è solo quello di condividere esperienze tra persone che hanno la consapevolezza delle proprie conoscenze, ma anche di condividere e costruire materiale e, soprattutto, costruire la nostra conoscenza in un processo incrementale e continuo, di cui Facebook non lascia traccia: le informazioni inserite nella bacheca del gruppo spariscono velocemente, sostituite da nuove notizie o informazioni, non lasciando all'apprendente, che non è sempre connesso, la possibilità di verificare il percorso che il gruppo di discussione sta portando avanti.

Per questo la nostra attenzione si è spostata alle piattaforme di e-learning e in modo particolare alla piattaforma Moodle, già conosciuta dai corsisti. Nel nostro caso non è sufficiente che il gruppo condivida le stesse passioni e gli stessi interessi, come accade in Facebook o altri Social Network, ma è necessario sviluppare la conoscenza attraverso un’interazione continua. Il focus della nostra attività non è quindi l’interazione fine a se stessa o volta alla condivisione di esperienze didattiche o di studio, per cui una piattaforma come Facebook potrebbe essere uno strumento interessante. Obiettivo dell'attività è invece quello di creare una comunità che attraverso la riflessione su alcuni argomenti e attraverso la condivisione delle esperienze favorisca lo sviluppo della conoscenza.

 

3. MOODLE E LA CREAZIONE DELLA COMUNITÀ

Per quanto riguarda la progettazione dell’istanza on-line, si è fatto ricorso alla piattaforma Moodle, già utilizzata dai corsisti del Master di 2° livello. Si tratta quindi di un ambiente noto, che può ora essere utilizzato lasciandone la libera gestione ai corsisti stessi.

Il lavoro di avvio e implementazione dell’istanza ha preso il via nel mese di gennaio del 2011 con la costruzione dell’ambiente, cercando di creare uno spazio che riprendesse alcune caratteristiche già note ai diplomati e allo stesso tempo fornisse tutti gli elementi necessari agli utenti. Obiettivo di questa prima fase del percorso formativo è stato quello di progettare e costruire un luogo in cui fosse possibile far nascere e crescere la comunità e che favorisse sia lo sviluppo delle competenze relazionali e sociali sia quelle professionali. A tale scopo sono stati previsti spazi che favoriscono la comunicazione informale (Bar-caffè), ambienti in cui è possibile raccogliere il materiale (repository) e altri in cui sviluppare la riflessione su determinati argomenti (forum di discussione)

 

Fig. 1. Home page dell'istanza on-line

 

L’ambiente per la formazione permanente richiede infatti delle caratteristiche che sono diverse da quelle di un corso. L’ambiente è stato gestito prima di tutto in modo da mettere in risalto gli elementi principali e rendere accessibile all’utente tutti gli elementi di cui ha bisogno in quel determinato momento. La piattaforma offre tra l’altro la possibilità di mantenere ancorati e sempre in primo piano alcuni blocchi, come il blocco centrale per comunicare, mentre gli altri blocchi, che si trovano nella parte centrale della pagina, sono interscambiabili, in modo da mantenere sempre in primo piano la discussione del mese.

Dopo il login, l’utente entra nell’home page del corso (fig. 1). La pagina è suddivisa in tre colonne. Nella prima sono presenti strumenti di servizio:

  • Utenti connessi,

  • Attività disponibili

  • Strumenti di ricerca e amministrazione.

Nella colonna di destra sono presenti:

  • Ultime notizie

  • Barra di Ricerca nel forum.

Lo strumento di ricerca nel forum è particolarmente utile per ricercare informazioni all’interno dei forum. La ricerca può essere semplice o avanzata: in tal caso è possibile ricercare i messaggi pubblicati nel forum per contenuto, per data di pubblicazione, per l’oggetto o per l’autore del messaggio. La scelta può essere ulteriormente affinata, perché è possibile indicare il forum specifico in cui eseguire la ricerca.

 

Fig. 2. Barra di ricerca nel forum

 

Il cuore dell’home page è rappresentato dalla colonna centrale, in cui, suddivisi in blocchi, troviamo i diversi nuclei di lavoro.

Lo spazio in primo piano è dedicato alla Comunicazione. In questo blocco si trovano il Forum news e il Bar-caffè.

Il Forum news contiene tutte le informazioni e gli annunci di carattere generale: apertura di sezioni particolari, sospensioni delle attività e quant’altro possa risultare interessante per gli iscritti alla piattaforma e non solo a coloro che prendono parte alle singole discussioni; i diversi thread possono essere aperti dai moderatori del periodo.

Il Bar-caffè punta alla creazione di una discussione che non sia solo professionale, ma anche personale, con condivisione di difficoltà o di attività che si vorrebbero svolgere. L'aspetto della socializzazione all’interno della comunità è fondamentale e per realizzarlo è necessario che gli utenti abbiano anche degli spazi informali dove poter stringere relazioni, dove imparare a conoscersi non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano, spazi in cui creare quella condivisione di interessi che va al di là del puro aspetto lavorativo.

 

Fig. 3. Bar caffè

 

I thread del Bar-caffè possono essere aperti dai diversi utenti in base alle loro esigenze.

Ogni comunità ha la necessità di avere delle regole costruite e condivise da tutti i membri del gruppo. All’interno del blocco Per comunicare si trova quindi uno strumento Glossario in cui i partecipanti hanno cominciato a costruire le loro regole di comunicazione.

In questo blocco troviamo anche un percorso in fieri: un glossario per la creazione della Netiquette condivisa , per costruire insieme e rendere pubbliche le regole della comunità, intese sia come regole di comunicazione sia come regole di interazione.

La parte più rilevante della sezione centrale è rappresentata dalle Discussioni del mese. Ogni mese il moderatore sceglie un argomento che verrà sviluppato attraverso l’interazione tra gli utenti e la condivisione di materiali. Ogni blocco è caratterizzato da un titolo Riflessione del mese di… che mette in evidenza il periodo di svolgimento, un forum, uno spazio repository e dei documenti per la riflessione. Per la costruzione della repository si è preferito privilegiare lo strumento database messo a disposizione da Moodle, piuttosto che lo strumento glossario, che permette ugualmente di indicizzare i materiali inseriti. Con il database abbiamo però la possibilità di presentare una scheda sintetica del documento caricato nella repository, fornendo indicazioni sull’autore, sulle tipologie di materiale, sul file e sul livello linguistico. In questo modo si rendono più semplici le ricerche e si finalizzano ai propri obiettivi, senza dover scorrere tutti i punti del glossario. La repository infatti risponde molto bene alla necessità di conservazione insita nella scelta di attivare un percorso di formazione post Master. Proprio in quest’ottica le diverse sezioni non vengono chiuse alla scadenza del mese, anche se mensilmente il tutor redige un documento di sintesi che ha lo scopo di rendere subito fruibili, anche ai nuovi utenti, i punti salienti emersi nel corso del mese.

La creazione dei thread del forum mensile spetta al moderatore del periodo.

Uno spazio particolare è quello fornito dalla sezione L’amico critico. La figura dell’amico critico, tipica dell’ambito della Ricerca Azione, ha lo scopo di fornire al ricercatore un altro punto di vista del processo di ricerca favorendo il processo di triangolazione delle informazioni. L’esigenza di confronto “critico” per riflettere sul proprio agire è emersa fin dalla fase di progettazione dell’istanza, pertanto si è pensato di aprire questo spazio lasciandone la gestione agli utenti.

 

Fig. 4. Thread della sezione Amico critico

 

Il blocco L’amico critico è composto da un forum autogestito i cui thread sono aperti in base alle necessità dei singoli. Questo spazio si configura come un momento in cui continuare, quasi ad alta voce, la riflessione sul proprio agire didattico quotidiano, mettendo in luce i punti di forza o quelli di debolezza della propria azione. Nel forum dell’Amico critico troviamo discussioni su “PEP per alunni stranieri”, “Quali modelli di apprendimento virtuale”, “Spunti di educazione interculturale”, ma sono presenti anche richieste di pronto soccorso didattico (“Per una classe super eterogenea”).

Anche nel blocco L’amico critico è stata posta una repository in cui è possibile collocare le risorse che si vuole porre all’attenzione dei colleghi, perché sono state positive o perché non hanno risposto in modo efficace agli obiettivi che ci si era prefissati. A differenza della repository delle riflessioni del mese, quella dell’Amico critico è più articolata, dato che oltre all’autore e all’indirizzo della risorsa sono indicate anche il tipo di attività, il tipo di lingua (LS/L2), i destinatari, il livello linguistico secondo il Framework europeo delle lingue. La diversa costruzione di questa repository è dovuta alla diversa tipologia di materiale caricato nella stessa: non saggi, ma materiali didattici.

 

4. I PARTECIPANTI

Dopo esserci soffermati sull’aspetto della piattaforma vediamo il ruolo che hanno i partecipanti. Tutti gli utenti della piattaforma sono diplomati del Master in Master in Progettazione Avanzata dell’insegnamento della lingua e cultura italiane a stranieri, il loro accesso con il profilo di student è stato attivato a partire dal mese di febbraio quando sono cominciate le vere e proprie riflessioni on-line relative ricerca degli argomenti con cui dare inizio al cammino di confronto e di condivisione. La modalità di partecipazione è libera e su base volontaria; vi è solo, per motivi organizzativi la presenza di un moderatore della discussione scelto sempre su base volontaria tra i diplomati.

Il moderatore viene scelto trimestralmente tra coloro che hanno proposto la propria candidatura nel momento in cui è stata comunicata la possibilità di dar vita all'istanza formativa. Compito del moderatore è quello di guidare, gestire l'apertura dei blocchi di discussione, di inserire il materiale e di sollecitare l'interazione tra i partecipanti. Ha quindi il compito principale di stimolare la comunicazione tra pari e fare in modo che l'esperienza continui a trovare nuova linfa negli interventi dei diversi partecipanti. Il suo compito in questo frangente è solo quello di favorire la comunicazione, di sintetizzare le informazioni più importanti, di controllare che durante la discussione non si sposti il focus della riflessione o se necessario può sollecitare l’interazione con nuovi spunti.

Da un punto di vista tecnico, nel momento del passaggio da partecipante a moderatore il profilo dell'utente viene trasformato in teacher, funzione che all'interno della piattaforma offre la possibilità di inserire, modificare e adattare alle proprie esigenze quanto è proposto.

 

5. GLI STRUMENTI DI MOODLE PER FAR CRESCERE LA COMUNITÀ

La comunità di pratica, come ricorda Celentin nel contributo introduttivo, deve essere sostenuta e incrementata e Moodle offre gli strumenti per favorire questo tipo di intervento, fornendo moduli e strumenti che possono proporre nuove modalità di lavoro e riattivare l'interesse, che inevitabilmente dopo fasi di grande entusiasmo tende a scemare.

Gli strumenti utili per l'istanza offerti dalla versione di Moodle attualmente in uso sono:

  • Blog,

  • Wiki,

  • il modulo di Workshop.

Il Blog/Diario presente nella piattaforma Moodle inserito all'interno della sezione dell'amico critico rappresenta uno strumento di scrittura in cui gli utenti possono presentare le loro esperienze e le loro attività, lasciando il forum alla discussione e alla riflessione su argomenti che risultano di maggiore interesse o che presentano una certa criticità. Il Blog di Moodle, a differenza delle altre istanze proposte è user based, ogni utente ha cioè il suo Blog che può gestire e incrementare a suo piacere, associandolo a attività specifiche e risorse interne o esterne alla piattaforma. Il modulo diventa quindi uno strumento per incrementare la condivisione soprattutto delle esperienze pratiche. L'unica attenzione che si richiede al tutor/moderatore è quella della vigilanza sui contenuti, per evitare che diventi uno strumento dispersivo in cui sono presenti solo le difficoltà che quotidianamente si presentano nella costruzione e nella gestione del percorso didattico. Il Blog può quindi diventare uno strumento di condivisione e di costruzione di buone pratiche, lavorando sull'esperienza pratica del fare in classe e non sugli aspetti teorici.

La scrittura e la condivisione sono al centro anche del modulo Wiki. Lo strumento si presenta come una pagina Web con la possibilità di inserire, modificare e formattare il testo. Dopo che il modulo è stato reso operativo dal tutor/moderatore ogni utente può dare il via all'attività di scrittura, che può essere modificata o implementata da tutti gli altri utenti. Obiettivo è quello di costruire un prodotto che appartenga al gruppo e che sia utilizzabile anche da chi non ha partecipato in maniera attiva alla stesura dello stesso.

Wiki può essere utilizzato per realizzare strumenti che possono essere provati nelle classi da più utenti e all'interno del forum si potrebbero comparare i diversi risultati; in questo modo l'attività proposta o lo strumento (ad esempio una griglia di valutazione) sviluppato può essere testato in più ambienti e a partire dalle diverse riflessioni si può tentare di costruire un percorso di revisione e ristrutturazione del materiale stesso.

Il modulo Workshop offre delle modalità di interazione tutte da scoprire e sperimentare all'interno di un'istanza di autoformazione. Lo strumento è fondamentalmente uno strumento di valutazione del docente, pertanto per poterlo utilizzare è opportuno non attribuire alcun valore alla valutazione del docente e di incrementare il ruolo di valutazione dei corsisti stessi, innescando quindi un processo di autovalutazione che permette agli utenti di riflettere sul loro percorso, evidenziarne i punti critici e di progettare una nuova azione. Le funzionalità del modulo sono molto simili a quelle della Consegna compiti, che gli utenti hanno già avuto modo di vedere nel corso del Master di secondo livello. Il percorso da realizzare prevede cinque fasi:

  • Fase di impostazione. La prima azione spetta al tutor/moderatore che attiva il modulo e comincia a presentare le tappe del progetto, nate dalla condivisione degli obiettivi all'interno del forum.

  • Fase di presentazione. In questa fase possono essere scelti i diversi ruoli all'interno del gruppo e gli ambiti di azione nella realizzazione del progetto.

  • Fase di valutazione. In questa fase entra in gioco l'aspetto più importante della comunità di pratica, gli utenti analizzano e valutano la propria azione e quella dei compagni, favorendo la condivisione delle esperienze e lasciando gli utenti liberi di modificare le diverse azioni.

  • La fase di classificazione e quella di chiusura sono quelle che devono essere modificate nel loro utilizzo, permettendo al tutor/moderatore di svolgere il proprio lavoro di mediazione e di sostegno dell'apprendimento e non quello di valutatore dell'operato dei colleghi. Il lavoro assume quindi un aspetto incrementale, una particolare attenzione è posta ancora una volta alla costruzione delle conoscenze e allo sperimentare le azioni didattiche.

Quelli appena descritti sono solo alcuni strumenti che potrebbero essere utilizzatati, molti altri possono essere esplorati sulla base delle necessità che di volta in volta si presentano alla comunità, eliminando alcuni moduli e attivandone altri. Sarebbe necessario inoltre implementarne di nuovi.

Un modulo che sarebbe importante inserire in un'istanza di autoformazione è il modulo di gestione e creazione di mappe mentali, per progettare le azioni che si vogliono portare avanti e che insieme a Wiki potrebbe favorire la nascita del gruppo e creare quelle dinamiche di interazione che favoriscono la crescita sia personale che della comunità.

 

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