L'italiano nel mondo. Mete e metodi dell'insegnamento dell'italiano nel mondo. Un'indagine qualitativa

L'italiano nel mondo. Mete e metodi dell'insegnamento dell'italiano nel mondo. Un'indagine qualitativa

Roma, Bonacci, 2003.

Di fronte al fiorire in anni recenti di molte indagini sull’insegnamento dell’italiano nel mondo, questa si segnala per essere qualitativa, piuttosto che quantitativa. Non si è quindi puntato esclusivamente sulle misurazioni statistiche, ma si è invece cercato di “fotografare” la realtà glottodidattica soffermandosi su che cosa avviene realmente nelle classi di lingua.

In altre parole si è cercato di dare una risposta alla domanda: “Come” si insegna l’italiano nel mondo? Non si tratta quindi di un’indagine sulla diffusione dell’italiano nel mondo, come si potrebbe pensare vista la lista di “informatori” che lavorano in 41 paesi: lo strumento di rilevazione dei dati, una griglia, era complesso e solo un docente interessato all’auto-osservazione e alle tematiche glottodidattiche poteva avere la motivazione a collaborare.

Lo scopo della ricerca è stato quello di vedere cosa avviene dentro le aule di italiano, come ragionano gli insegnanti quando preparano un’attività, quando correggono un errore, quando scelgono temi di cultura e civiltà, quando presentano la lingua in atto attraverso film, giornali, registrazioni, quando presentano le strutture grammaticali dell’italiano, ecc.

Si è inoltre voluto offrire un secondo tipo di analisi: alcuni studiosi che lavorano in diversi paesi del mondo hanno studiato la differenza tra l’immagine offerta dal campione del loro Paese e la realtà che essi vedono quotidianamente; queste analisi in presa diretta, locali, confermano che l’immagine presentata in questo volume è quella dell’insegnamento migliore, più aggiornato: pare giustificato affermare che la grande quantità dell’insegnamento dell’italiano si collochi su un piano glottodidattico qualitativamente inferiore a quello che presentiamo.

La prima parte riporta i risultati globali, la seconda li presenta raffrontati ad alcune realtà locali significative; l’appendice infine presenta l’elenco degli informatori (cui va parte significativa del merito di questo lavoro), lo strumento della raccolta dei dati, nonché una scheda sul Laboratorio ITALS.

luise@unifi.it
Università di Firenze

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