"Glottodidattica socio-variazionale dell’italiano come LS. L’approccio socio-glottodidattico"

"Glottodidattica socio-variazionale dell’italiano come LS. L’approccio socio-glottodidattico"

Autore: 

in DOLCI R., CELENTIN P. (a cura di) , La formazione di base del docente di italiano per stranieri (seconda edizione)
Roma, Bonacci Editore, 2000, pp. 33-41.

Questo saggio descrive in maniera sintetica ma chiara l’approccio socio-variazionale all’insegnamento dell’italiano per stranieri, secondo cui la competenza sociolinguistica, essendo parte integrante di quella comunicativa, va curata e sviluppata dal docente di LS, sia nella prassi didattica sia nella fase di progettazione e realizzazione del curriculum. Viene recensito autonomamente (anche se per il volume c’è la scheda complessiva) in quanto delinea un approccio originale alla didattica delle lingue e, in particolare, alla didattica dell’italiano per stranieri. Il saggio è suddiviso in due parti. Nella prima, l’autore traccia un profilo sintetico del repertorio linguistico italiano, che include non solo l’italiano (nelle sue varianti standard, semi-standard, regionale e popolare), ma anche le lingue minoritarie, i dialetti italo-romanzi e l’italiano parlato dagli immigrati. Vengono inoltre descritte brevemente le principali variazioni a cui è soggetta la lingua. La seconda parte è dedicata ad alcune riflessioni glottodidattiche. L’autore affronta, ad esempio, il problema della scelta della varietà linguistica da adottare in classe, indicando l’italiano standard come modello per lo scritto e l’italiano semi-standard per l’orale. In linea di massima, viene proposto il raggiungimento di una competenza sia ricettiva sia produttiva per quanto riguarda la variazione diafasica, diamesica e diastratica. Con i livelli medio-alti si propone inoltre lo sviluppo della competenza ricettiva dell’italiano popolare e regionale (intesa comunque in termini di samples). Infine, viene trattata anche la questione del modello linguistico dell’insegnante di italiano (soprattutto in contesto LS), il quale, seppur madrelingua, spesso può avere una pronuncia più o meno distante dallo standard. In questo caso l’insegnante dovrebbe innanzitutto prendere coscienza del suo modus loquendi e porre in evidenza agli studenti le differenze del suo idioletto con lo standard. Questo saggio, pur nella sua brevità, offre molti spunti interessanti per l’insegnante d’italiano per stranieri, evidenziando l’importanza della dimensione sociolinguistica della lingua, spesso trascurata in ambito didattico.

daloiso@unive.it
Università di Venezia

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