“Sequenze di acquisizione e apprendimento di categorie linguistiche”

“Sequenze di acquisizione e apprendimento di categorie linguistiche”

Autore: 

In GRASSI, R., BOZZONE COSTA, R., GHEZZI, C., (a cura di)Dagli studi sulle sequenze di acquisizione alla classe di italiano L2
Guerra, Perugia, 2008, pp. 35-54

Giuliano Bernini in questo saggio tratta della costruzione della categoria “verbo” nei processi di acquisizione spontanea dell’italiano L2. Come ricorda lo studioso, nelle analisi delle interlingue di apprendenti di lingue seconde, sono stati effettuati due diversi tipi di indagine: la prima ha posto al centro dell’attenzione gli ordini di acquisizione (dell’italiano, dell’inglese, ecc.) e la seconda le sequenze di acquisizione di determinati tratti della lingua target. Gli studi sugli ordini di acquisizione mostrano le tappe graduali che portano all’apprendimento della lingua d’arrivo, mentre gli studi sulle sequenze rilevano le costruzioni transitorie che portano all’emergere di una determinata caratteristica della lingua d’arrivo (ad esempio, la negazione). Bernini richiama poi gli studi seminali per la linguistica e la didattica acquisizionale, condotti da Wolfgang Klein e Clive Perdue al Max Planck Institut di Nimega, che hanno condotto alla definizione della “Varietà basica”, per definire le fasi iniziali di apprendimento. In particolare, l’autore del saggio mette in evidenza i passaggi che portano gli apprendenti di italiano a riconoscere i verbi dai nomi e successivamente a usarli in modo sempre più vicino alla lingua d’arrivo. Nella varietà basica, i verbi sono distinti dai nomi su base semantica, essendo la morfologia ancora assente in questo stadio di apprendimento. Bernini richiama, quindi, i tratti tipici del passaggio dalla varietà basica al continuum di varietà postbasiche, caratterizzato da un progressivo allontanamento da modalità espressive centrate sul lessico e sull’organizzazione del discorso a produzioni in cui il significato viene espresso sempre più attraverso mezzi grammaticali. Per quanto riguarda la costituzione della categoria verbo in italiano L2, l’autore individua come centrali i tratti temporali e aspettuali, che compaiono prima degli altri tratti (persona, numero, genere, modo, diatesi) nelle produzioni degli apprendenti. Sulla base di queste riflessioni, Bernini invita gli insegnanti a tollerare alcuni errori relativi all’accordo soggetto-verbo nelle fasi iniziali e a presentare gradualmente la morfologia flessiva assecondando i ritmi naturali di apprendimento.

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Università Ca'Foscari Venezia

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