Bollettino Itals Novembre 2014

Novembre 2014
 
Supplemento alla rivista EL.LE - ISSN: 2280-6792
Direttore Responsabile: Paolo E. Balboni
Cari lettori,

qui di seguito riportiamo gli articoli dell’edizione di settembre del Bollettino Itals (n. 56).

 

Questo monografico raccoglie gli scritti di alcune diplomate del Master Itals di 2° livello che hanno rivolto il loro lavoro di ricerca alla questione della produzione orale in lingua non materna. Abbiamo scelto di inaugurare con questo argomento una serie di monografici che raccoglieranno i lavori più significativi del Master, giunto ormai alla sua nona edizione.

Ogni insegnante di lingua sa che produzione e interazione orale sono le due abilità più faticose da sviluppare in modo adeguato, in modo particolare all’interno del contesto classe.

 

Maria De Luchi (Università “Ca’ Foscari”, Venezia), che in questo monografico ci offre la cornice teorica all’interno della quale collocare i lavori di ricerca di seguito riportati, ci fa riflettere sull’importanza della valutazione intesa in senso lato: valutazione della prestazione linguistica in un’ottica di valorizzazione delle competenze, ma anche valutazione delle azioni poste in essere dall’insegnante e valutazione delle condizioni fisiche in cui si realizza l’agire didattico.

Fabiana Colombo (Istituto Dante Alighieri di Milano) riferisce della propria esperienza di sollecitazione della produzione orale attraverso la metodologia del Project Work e mette l’accento sul fattore dell’autenticità percepita dallo studente come fattore determinante per smuoverne la motivazione e quindi la messa in gioco delle proprie capacità.

Anche Valeria Cupelli (University of Dallas – Rome Program - Italia) sottolinea il ruolo dell’autenticità (che pare essere invece meno determinante per lo sviluppo delle abilità di produzione scritta) e inserisce la sua riflessione sulla motivazione intrinseca nell’ambito di un progetto volto a creare un sillabo per gli studenti americani partecipanti al Rome Program.

In un contesto diverso ma sempre con una grande attenzione alle motivazioni si pone l’intervento di Marilena Vespo (Escuela Oficial de Idiomas de San Sebastian de Los Reyes - Spagna) che ha incentrato il suo intervento su un’analisi di tipo SWOT per individuare i punti di debolezza e di forza dei programmi linguistici offerti dall’istituzione.

L’esatta definizione del cliente/studente e delle sue esigenze le ha permesso di calibrare al meglio le azioni didattiche creando dei task specifici per ogni livello. Il lavoro di Sabrina Nigra (Comitato Dante Alighieri di Guadalajara – Messico) prende sempre le mosse dalla constatazione delle difficoltà degli studenti nella produzione orale, ma si muove verso l’analisi dei fattori inibenti, individuando nelle credenze degli studenti uno dei blocchi principali che condizionano la fluenza in LS, insieme all’impiego di strategie comunicative poco adeguate e all’eccessivo protagonismo dell’insegnante, che occupa molto più tempo-parola di quanto è portato a credere.

Ultimo, ma non per interesse, il lavoro di Francesca Bernard (C.T.P. di Parma) che presenta un’esperienza di sviluppo delle abilità di produzione orale in un contesto a bassa alfabetizzazione. Di notevole valore l’analisi pregressa condotta, che ci introduce nelle diverse rappresentazioni cognitive della lingua che caratterizzano il pensiero di una persona alfabetizzata e di una non alfabetizzata. Ne deriva la constatazione che non è possibile utilizzare i medesimi strumenti per fissare lemmi e strutture, ma è necessario appoggiarsi a strategie didattiche maggiormente legate alla concretezza e all’esperienza diretta per sostenere la memorizzazione nelle persone non alfabetizzate.

 

Il numero comprende varie recensioni.

Auguriamo una proficua lettura

La curatrice del numero, Paola Celentin



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